Mercoledì 28 Luglio 2010 – h.21.00 – Palazzo Zuckermann – Padova
Orchestra di Padova e del Veneto
Giovanni Battista Rigon direttore
Anna Serova viola
Se il 14 luglio diretto dall’imperturbabile bacchetta di Carlo Goldstein che sul podio appariva in..condizionato rispetto al caldo sconvolgente, Andrea Bacchetti a causa dell’afa, fazzoletto bianco a portata di piano, sembrava liquefarsi sopra i tasti del pianoforte, (anch’essi se non sciolti certamente scivolosi tanto che una passatina l’ha data anche a loro); e se Olaf John Laneri ha trovato la tastiera più asciutta il 21 approfittando però delle pause per tamponare anche lui la madida fronte, ad Anna Serova, per via del clima, ieri sera è andata meglio.
Per fortuna il suo spartito era ben fissato al leggio con apposite mollette poiché, temperatura mite ma tempo imprevedibile, quando il vento ha soffiato quasi volesse suonarci qualcosa anche lui, alcuni spartiti dell’orchestra di fiati hanno preso il volo. Grazie al cielo si è trattato di un piccolo spostamento che ha consentito un rapido recupero, il loro ricollocamento ed un più energico fissaggio. Pensare che il volo delle note con lancio è un simbolo di protesta quando non diventa anche gesto scenico di una performance. Qui invece, di scena, piuttosto un colpo…
E a volte sembravano colpi, o meglio stoccate, i movimenti decisi dell’archetto della bella e brava Serova che impugnando la sua viola e assumendo a tratti la postura di una schermitrice infondeva tutta la sua energia e il suo talento nell’interpretazione del programma.
In abito elegante rosso porpora, con il volto che assecondando il tema e la tensione mostrava un’espressione ora distesa ora contratta, adornato da lunghi capelli biondi fissati ai lati in un’acconciatura infantile la Serova appariva in sequenze alternate una bambina dolce ed ingenua, perfino sorpresa, o una donna intensa e tenace, sapiente conduttrice. In entrambe queste sembianze espressive una grande musicista ed interprete.
Per quanto riguarda il M° Giovanni Battista Rigon direi che per il suo evidente senso e piacere del ritmo e del movimento, non l’ ha solo diretta l’orchestra; l’ha assolutamente danzata.
La Serenata per archi in mi maggiore op. 22 di Antonin Dvorak, che Rigon deve amare molto, si è a tratti trasformata in una sorta di mare ondeggiante, in cui la musica suonata dall’Orchestra di Padova e del Veneto e da lui diretta per l’occasione, si lasciava cullare in esuberanti sussulti e più lenti rollii. Impeto, calma, ripresa. Movimenti che l’Orchestra con al timone Rigon ha saputo cogliere e trasmettere trasportando il pubblico in una coinvolgente e maestosa traversata musicale.
Essere poi molto cortesemente accompagnati all’auto dal M° Rigon e da Sonig Tchakerian (celebre violinista e sua consorte), direi che…non ha prezzo.
E per questo e per il resto, c’è…Musica.